12 Best Alessandro Manzoni Quotes
12 quotes by Alessandro Manzoni from I promessi sposi, each linked to the full book summary.
“Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno...”Descrive l'ambientazione geografica iniziale del romanzo, introducendo il lago di Como e le montagne circostanti. È l'incipit che immerge il lettore nel paesaggio lombardo, fondamentale per l'atmosfera e lo sviluppo della storia.
“Questo matrimonio non s'ha da fare.”La celebre frase pronunciata da Don Abbondio ai bravi, sotto minaccia, per impedire le nozze di Renzo e Lucia. Simboleggia la sua codardia e l'inizio di tutte le peripezie dei protagonisti, scatenate da questa imposizione violenta.
“Il coraggio, uno non se lo può dare.”Don Abbondio pronuncia questa frase per giustificare la sua codardia e la sua incapacità di affrontare i pericoli. Rivelando la sua natura pavida, sottolinea la sua convinzione che il coraggio sia una qualità innata, non acquisibile.
“Il buon senso c'era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune.”Questa frase del narratore descrive la condizione della società lombarda del Seicento, dove la ragione e la giustizia (il buon senso) erano soffocate dalla paura e dalla conformità alle convenzioni e ai pregiudizi diffusi (il senso comune).
“Il Signore non turba mai la gioia de' suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande.”Fra Cristoforo consola Lucia, rassicurandola sulla bontà divina. Questa frase esprime la fiducia nella Provvidenza, che permette la sofferenza solo per condurre a una felicità maggiore e più duratura, un tema centrale del romanzo.
“Addio, monti sorgenti dall'acque ed elevati al cielo...”È il commovente addio di Lucia ai luoghi della sua infanzia mentre fugge dal paese. Esprime il suo dolore per l'abbandono forzato della sua terra e la nostalgia per la vita semplice e serena che le è stata strappata.
“La sventurata rispose.”Questa frase lapidaria del narratore introduce il momento in cui Gertrude, spinta dalla disperazione e dalla complicità con Egidio, compie il suo primo grave peccato. Segna la sua definitiva caduta morale e l'inizio di una serie di crimini.
“C'è un giudice lassù.”Lucia pronuncia queste parole in momenti di disperazione, esprimendo la sua incrollabile fede nella giustizia divina. È la sua consolazione e la sua speranza che, nonostante le ingiustizie terrene, esista una giustizia superiore.
“Dio perdona tante cose, per un'opera di misericordia!”Il Cardinale Federigo pronuncia queste parole all'Innominato, spingendolo alla conversione. Sottolinea la grandezza della misericordia divina, capace di perdonare anche i peccati più gravi in cambio di un atto di vera penitenza e carità.
“Il sugo di tutta la storia è che i guai vengono bensì spesso, ma non sempre per colpa o per imprudenza; e la condotta più cauta e più innocente non basta a tenerli lontani; e quando vengono, o per colpa o senza colpa, la fiducia in Dio li raddolcisce, e li rende utili per una vita migliore.”Questa è la celebre "morale" del romanzo, espressa dal narratore a conclusione della storia di Renzo e Lucia. Sottolinea che le avversità sono inevitabili, ma la fede in Dio le rende sopportabili e persino utili per la crescita spirituale e una vita migliore.
“Carneade! Chi era costui?”Don Abbondio, nel capitolo VIII, riflettendo sulla difficoltà di comprendere un nome sconosciuto, mostrando la sua ignoranza e provincialismo.
“Si può comandare ai monti che si muovano? E si può comandare a un cuore che ami?”Fra Cristoforo, nel capitolo V, tentando di convincere Don Rodrigo a rinunciare ai suoi propositi su Lucia, sottolineando l'impossibilità di forzare l'amore.
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